“E se la meta di un viaggio non fosse più un luogo da raggiungere, ma la strada stessa da percorrere?”
Indice dei contenuti
ToggleÈ proprio da questa filosofia che nasce Le 100 Strade più belle d’Italia, un progetto che punta a valorizzare il patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico del nostro Paese, trasformando gli itinerari in vere e proprie esperienze di viaggio.
Ideato da Italy Discovery insieme all’Associazione I Borghi più belli d’Italia e finanziato dal Ministero del Turismo, il progetto promuove un modo diverso di scoprire l’Italia: attraverso itinerari che attraversano paesaggi suggestivi, incontrano alcuni dei Borghi più belli d’Italia e conducono alla scoperta di tanti altri piccoli centri, spesso lontani dai percorsi turistici più battuti, ma ricchi di storia, cultura e tradizioni.
La prima strada a ricevere la certificazione è stata la Strada dei Ciclamini, in Lombardia, un itinerario di circa 60 chilometri che collega Lovere a Bienno, attraversando 15 comuni tra il Lago d’Iseo, le Alpi Orobie e la Val Camonica.
A ottobre abbiamo avuto l’opportunità di percorrerla con Lillo, il nostro van autoprodotto, in qualità di Ambassador di Borghitalia. Il nostro compito era raccontare e documentare il viaggio attraverso fotografie e video.
Un’esperienza per la quale desideriamo ringraziare Monica e Antonio dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia, per aver pensato a noi e averci coinvolto in questo bellissimo progetto.
In questo articolo vi portiamo con noi alla scoperta della prima strada certificata, tra panorami di montagna, piccoli paesi e borghi attraversati, per raccontarvi un progetto che invita a riscoprire il piacere di viaggiare senza considerare la strada soltanto un mezzo per arrivare a destinazione.
Le 100 Strade più belle d'Italia: un progetto in evoluzione
Le 100 Strade più belle d’Italia è un progetto nato dalla collaborazione tra Italy Discovery e l’Associazione I Borghi più belli d’Italia, con il sostegno del Ministero del Turismo. Un’iniziativa ancora in evoluzione, che punta a valorizzare alcune delle strade più suggestive del nostro Paese e i territori che attraversano.
L’obiettivo non è soltanto far conoscere nuovi itinerari, ma raccontare tutto ciò che si può incontrare lungo il percorso: borghi, paesaggi, tradizioni, cultura e prodotti locali. Perché spesso, quando si viaggia, ci si concentra sulla destinazione finale e si rischia di perdere tutto quello che c’è da scoprire lungo la strada.
La Strada dei Ciclamini: il nostro viaggio con Lillo il Van
Quando ci è stato proposto di prendere parte a questo progetto in qualità di Ambassador di Borghitalia, abbiamo accolto l’invito con grandissimo entusiasmo. La possibilità di metterci in viaggio con Lillo, il nostro Van autoprodotto, attraversare un territorio ricco di bellezze paesaggistiche e borghi da scoprire e raccontare questa esperienza attraverso le nostre fotografie e i nostri video ci ha conquistati fin da subito.
È un’iniziativa che sentiamo molto vicina al nostro modo di viaggiare e di raccontare l’Italia: andare oltre le mete più conosciute, percorrere strade meno scontate e lasciarci sorprendere da tutto ciò che si nasconde lungo il cammino.
Così, a ottobre, siamo partiti alla scoperta della Strada dei Ciclamini, la prima delle 100 Strade più belle d’Italia ad esser stata certificata. Da Lovere, sul Lago d’Iseo, a Bienno in Val Canonica, abbiamo attraversato paesaggi montani, piccoli centri e borghi, vivendo un itinerario in cui anche il tragitto, chilometro dopo chilometro, è diventato parte integrante del viaggio.
Lovere, il punto di partenza tra lago e vicoli
Il nostro viaggio è iniziato da Lovere, uno dei borghi più belli d’Italia, che ci ha conquistati fin dal primo sguardo. Affacciato sul Lago d’Iseo e circondato dalle montagne, sembra davvero uscito da una cartolina. Abbiamo passeggiato sul lungolago, ammirando le sue acque da passerelle trasparenti, per poi addentrarci nel centro storico, tra vicoli e scorci che invitano a rallentare.
Non ci siamo limitati a passeggiare: siamo saliti sulla Torre Civica, dalla quale abbiamo ammirato Lovere e il lago dall’alto, con una splendida vista a 360 gradi.
Abbiamo visitato anche il Santuario delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, un edificio del Novecento che sorprende per la ricchezza dei suoi interni: mosaici, affreschi e decorazioni dai colori intensi, con un suggestivo corteo di vergini e martiri che si sviluppa lungo le pareti.
Diversa è l’atmosfera della Basilica di Santa Maria in Valvendra, risalente al Quattrocento. Qui sono gli affreschi rinascimentali, le cappelle laterali e soprattutto il prezioso organo cinquecentesco, con le ante dipinte da Floriano Ferramola e dal Moretto, a raccontare il valore artistico di questo luogo.
Clusone e la sua celebre Danza Macabra
Dopo Lovere, il nostro viaggio sulla Strada dei Ciclamini ci ha portati in un altro dei Borghi più belli d’Italia ovvero Clusone, una tappa che ci ha colpiti soprattutto per il suo patrimonio artistico. È uno di quei borghi in cui vale la pena fermarsi e dedicare un po’ di tempo alla scoperta delle sue opere. Prima di iniziare, ci siamo concessi una pausa caffè, che ci ha ricaricati per affrontare il nostro giro.
La prima opera che ci ha lasciati senza parole è stata la Danza Macabra, dipinta sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini di San Bernardino, proprio di fronte alla Basilica. Non è facile restare indifferenti davanti a un’opera così ipnotica. Realizzata nel 1485 da Giacomo Borlone de Buschis, insieme al Trionfo della Morte e all’Incontro dei tre vivi e dei tre morti, racconta attraverso immagini molto suggestive un messaggio ancora attuale: davanti alla morte siamo tutti uguali.
Siamo poi entrati nella Basilica di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista. Gli interni sono ricchi di decorazioni e opere d’arte: tra quelle che meritano particolare attenzione ci sono il maestoso Altare Maggiore di Andrea Fantoni e la pala dell’Assunta di Sebastiano Ricci.
Abbiamo concluso la visita in Piazza dell’Orologio, davanti a un’altra meraviglia di Clusone: l’Orologio Planetario Fanzago. Realizzato nel 1583, continua a sorprendere per il suo funzionamento: una sola lancetta indica ore, giorni, mesi, segni zodiacali e fasi lunari. E poi c’è quella particolarità che lo rende ancora più curioso: gira in senso antiorario!
Il Passo della Presolana, tra le strade più panoramiche del viaggio
Se c’è un tratto della Strada dei Ciclamini che ci è rimasto particolarmente impresso, è quello che attraversa la zona del Passo della Presolana (1297m). Qui la strada diventa parte integrante dello spettacolo: curve, tornanti e continui cambi di prospettiva accompagnano il viaggio tra imponenti montagne e verdi vallate, regalando alcuni degli scenari più belli di tutto l’itinerario.
A bordo di Lillo abbiamo percorso queste strade godendoci ogni chilometro, con lo sguardo spesso rivolto alle montagne e ai panorami che si aprivano davanti a noi. È proprio in momenti come questi che si comprende il senso di un progetto come Le 100 Strade più belle d’Italia: non si tratta soltanto di raggiungere un borgo o una località, ma di apprezzare tutto ciò che si incontra durante il tragitto.
Per noi, questo tratto è stato senza dubbio uno dei più suggestivi dell’intero on the road e uno di quei percorsi che, per chi ama i road trip, valgono già da soli il viaggio.
Dalla Presolana alla Via Mala, alla scoperta della Val di Scalve
Lasciato alle spalle il Passo della Presolana, il nostro percorso è proseguito verso Colere, addentrandosi nella Val di Scalve. Qui la strada attraversa un territorio di montagna circondato dalle cime delle Orobie, tra boschi, piccoli paesi e vallate che meritano di essere scoperte senza fretta.
Abbiamo raggiunto anche Schilpario, nell’alta Val di Scalve, prima di ridiscendere verso Dezzo e imboccare uno dei tratti più caratteristici di questo itinerario: la Via Mala. Qui il paesaggio cambia completamente. La strada si fa spazio tra pareti rocciose imponenti e profonde gole scavate nel corso dei millenni dal torrente Dezzo.
Superata la gola e raggiunta Angolo Terme, abbiamo proseguito verso Borno, dove ci attendeva la tappa successiva del nostro viaggio. Un susseguirsi di strade e paesaggi molto diversi tra loro, che ci ha permesso di conoscere un altro volto della montagna lombarda.
Borno, alla scoperta di un borgo autentico
Proseguendo il nostro viaggio siamo arrivati a Borno, un piccolo paese che ci ha colpiti per la sua autenticità. È una di quelle località che forse non finiscono sempre al centro degli itinerari più conosciuti, ma che vale la pena scoprire proprio per il loro carattere genuino e per l’atmosfera tranquilla che si respira.
Ci siamo fermati nella piazza principale, Piazza Giovanni Paolo II, sulla quale si affaccia la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista. La chiesa, costruita nel Settecento su un colle roccioso, domina il centro abitato e caratterizza il profilo del paese.
Una curiosità che abbiamo scoperto è che Borno conserva ancora tracce del suo passato medievale: nel borgo si trovano infatti sette antiche torri, testimonianza di un’epoca in cui queste costruzioni avevano un ruolo importante nella vita del paese.
Lozio, quando un brutto imprevisto diventa un bel ricordo
Con Lillo, ormai lo sappiamo, ogni tanto anche le strade più belle possono riservarci qualche sorpresa! A Lozio ne abbiamo avuto una piuttosto particolare: ci siamo ritrovati praticamente incastrati su una strada così stretta che proseguire sembrava un’impresa.
Per fortuna, non eravamo soli. Alcune signore anziane del posto, vedendoci in difficoltà, sono uscite dalle loro case e si sono avvicinate per aiutarci a trovare una soluzione. Con la loro disponibilità siamo riusciti a superare quel piccolo inconveniente e a riprendere il nostro percorso.
È stato uno di quei momenti che non trovi in nessuna mappa e che difficilmente programmi prima di partire. Eppure, alla fine, sono proprio episodi come questo a rendere un viaggio speciale: perché lungo la strada non si incontrano soltanto paesaggi e borghi da fotografare, ma anche persone capaci di lasciarti qualcosa.
Bienno, il borgo degli artisti e degli antichi mestieri
Lasciato Lozio, abbiamo ripreso la strada in direzione di Bienno. Il percorso scende dall’altopiano verso il fondovalle della Val Camonica, seguendo la strada provinciale che da Lozio porta a Malegno. È un tratto che accompagna gradualmente il passaggio dai paesaggi montani alla valle, prima di raggiungere la nostra ultima tappa sulla Strada dei Ciclamini.
Bienno è anch’esso uno dei Borghi più belli d’Italia e ci ha conquistati per la sua identità così particolare, dove arte e tradizioni artigiane convivono ancora oggi. Non a caso è conosciuto come il Borgo degli Artisti: nel paese infatti si trovano opere e installazioni realizzate da artisti che, nel corso degli anni, hanno lasciato una traccia del loro passaggio.
Ma l’anima di Bienno è legata soprattutto alla lavorazione del ferro, un’attività che per secoli ha caratterizzato la storia e l’economia del territorio. Qui è possibile scoprire la Fucina Museo, dove il maglio ad acqua è ancora protagonista di dimostrazioni di forgiatura, e il Mulino Museo, un’antica struttura che testimonia il ruolo fondamentale dell’acqua negli antichi mestieri
Desideriamo ringraziare Matilde, responsabile dell’Ufficio Turistico di Bienno, che ci ha accompagnati alla scoperta del borgo, raccontandocene le bellezze e le particolarità. Un grazie anche al Sindaco, che ci ha accolti con grande cordialità e con il quale abbiamo condiviso un piacevolissimo pranzo.
Un arrivederci alla Strada dei Ciclamini, in attesa di percorrere le altre 99
Dopo aver percorso la Strada dei Ciclamini, abbiamo capito ancora di più quanto possa essere speciale un viaggio quando si impara a dare valore anche a ciò che accade tra una destinazione e l’altra. Sono i panorami che si aprono dietro una curva, i borghi che non avevamo programmato di scoprire, le persone incontrate per caso e persino gli imprevisti a trasformare un semplice itinerario in qualcosa da ricordare.
È questo, in fondo, il messaggio che ci portiamo a casa da questa esperienza e che rende interessante il progetto Le 100 Strade più belle d’Italia: invitarci a guardare il nostro Paese con occhi diversi, senza fretta e con la curiosità di chi sa che ogni strada può nascondere una storia.
Perché a volte non serve arrivare lontano per vivere un grande viaggio. Basta scegliere la strada giusta, lasciarsi guidare dalla curiosità e concedersi il tempo di scoprire tutto quello che si trova lungo il cammino. E noi, con Lillo, siamo già pronti a percorrere la prossima.
Se cerchi altre idee di destinazioni e itinerari nel nostro Bel Paese, vai nella nostra sezione Italia



